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Interview with... Gates of Doom [ITA]

by Phil Coursed (27/02/2021)

Photo credits (da sinistra a destra):
- Live act: Francesco Nobile (guitars); Luca Franzin (bass); Stefano Declich (vocals); Manuel Scapinello (guitars)
- Full-line up and logo
- Stefano Declich (vocals)


Quale è la genesi della band e come si arriva all’attuale formazione?

God001 Il gruppo è nato nel giugno 2012 per volontà di Manuel (chitarrista) e Davide (il vecchio batterista, ora nostro produttore) con l'intento di suonare la musica che più ci piaceva - precisamente il melodic death scandinavo e la N.W.O.B.H.M., farcita di tematiche scandinave e tolkeniane. Abbiamo iniziato con mezzi di fortuna e nessuna esperienza, infatti Manuel suonava la chitarra da appena un anno e mezzo, mentre Davide aveva appena cominciato a suonare la batteria. Dopo qualche mese abbiamo completato la formazione (della quale Manuel e Stefano sono gli unici rimasti), scritto i primi cinque pezzi e, iniziato a suonare live il più possibile con il fine di farci le ossa direttamente sul campo. Tra il 2015 e il 2018 abbiamo pubblicato due EP e la formazione è stata cambiata due volte fino a giungere a quella con la quale abbiamo registrato Aquileia Mater Aeterna (Stefano alla voce, Manuel e Francesco alla chitarra, Luca al basso e Giulia alla batteria).

Il vostro primo EP presentava sonorità più vicine al Melodic Death/Epic metal mentre in Aquileia Mater Aeterna virate più sul Black Metal, c’è un motivo in particolare?

Il primo e il secondo EP risentono dei gusti musicali già citati nella prima domanda. L'intenzione era quella di scrivere musica potente, epica e melodica, e crediamo che in un certo senso non sia cambiato molto da allora, almeno per quanto riguarda questa intenzione! Crescendo, migliorando tecnicamente e maturando un gusto musicale più vario con la scoperta di generi musicali come il black metal, abbiamo iniziato a modellare la nostra musica per creare uno stile il più personale possibile, che ci permettesse di identificarci meglio nel grande calderone di gruppi underground. Quindi non è stata proprio una volontà di cambiare genere, ma piuttosto una sorta di evoluzione verso un qualcosa di più maturo e personale, una messa a fuoco più precisa di quello che volevamo suonare.

Cosa vi ha spinto a raccontare, in un concept molto ambizioso, la storia della città di Aquileia nel suo periodo di massimo splendore?

Con Form Iulii avevamo iniziato anche a volerci distinguere a livello di tematiche. Da grandi appassionati di storia locale e identità friulana ci è parso naturale iniziare a parlare dei temi che più ci appartenevano, e che suonassero più sinceri e appropriati per la nostra nuova musica. Per il primo full album volevamo realizzare un concept album (cosa che sognavamo di fare da tempo ispirandoci a capolavori come "Thick As A Brick" dei Jethro Tull e a "Seventh Son Of A Seventh Son" degli Iron Maiden). Doveva essere maestoso, epico e immerso nella storia e nella leggenda della nostra terra natìa, perciò la storia antica di Aquileia era semplicemente perfetta per questo scopo, essendo strettamente legata alla nascita dell'identità storico-culturale del Friuli. Inoltre ci ha permesso di gettare le basi anche per dei futuri concept!

In che modo siete riusciti a trasmettere in musica la storia raccontata (centrando il bersaglio)?

Come prima cosa abbiamo scelto il concept da trattare e, con il gran lavoro di Stefano (il cantante) - che studia storia all'università - abbiamo definito gli episodi storici più significativi della storia antica di Aquileia, dividendo il concept in tre capitoli. Il primo, epico e battagliero, essendo inerente alla fondazione della città si snoda attraverso le sanguinose battaglie contro i Carni e il rituale del Sulcus Primigenius; il secondo, che descrive il periodo di massimo splendore della città, è più fiero e marziale; il terzo, infine, narra della sua caduta per mano di Attila, ed è musicalmente più oscuro e drammatico. Sul piano compositivo si è quindi cercato di comporre canzoni che rappresentassero un certa certa atmosfera in base al tema trattato (ad esempio l'incedere marziale in "I, The Eagle, The Stregth, The Power" e i suoi inserti esotici ben si prestano al rappresentare la fase di massimo splendore della città, ormai un enorme, ricco e potente crocevia di diverse culture. Oltre che dal punto di vista musicale, abbiamo cercato di rappresentare tutto ciò anche tramite l'utilizzo di diversi timbri vocali e registri linguistici, che a nostro parere sono riusciti a caratterizzare meglio ogni pezzo.


Ci sono delle band che vi hanno influenzato e che vi hanno accompagnato nella produzione del nuovo lavoro?

Le band che ci hanno ispirato sono davvero moltissime e di diversi generi, però possiamo citarvene alcune, le cui influenze sembrano più evidenti ed importanti: Primordial, Immortal, Rotting Christ, Iron Maiden, Unleashed, Testament, Mgła, Vinterblot, Behemoth, Darkthrone ed Agalloch.

Copertina e artwork del disco sono veramente affascinati, qual’è stata la loro genesi?

God002 Per la copertina ci siamo rivolti a Sebastian Salvo, un pittore cileno di enorme talento che è riuscito a dipingere un vero e proprio capolavoro e a condensare in una sola immagine tutta l'epicità e la ferocia che volevamo trasmettere con il disco! Il dipinto rappresenta l'assedio di Aquileia da parte di Attila, re degli Unni, che nel 452 d.C la rase al suolo dandola alle fiamme dopo una lunga e valorosa resistenza da parte degli Aquileiesi. Veronica Vidal invece si è occupata in modo impeccabile delle grafiche del disco.

Come è nato il vostro rapporto con la Cult Of Parthenope (etichetta che a mio parere sta svolgendo un gran lavoro supportando band dal punto di vista qualitativo molto elevato)?

l nostro rapporto con la Cult Of Parthenope è nato tre anni fa con l'uscita di Forum Iulii e attualmente Giulian ci sta supportando nel migliore dei modi nella fase promozionale e di distribuzione del disco. È un'etichetta che sta lavorando sodo e alla quale auguriamo il meglio! Tuttavia, anche questa volta abbiamo scelto la via della totale autoproduzione, una scelta che, seppur rischiosa e molto impegnativa, ci sta dando delle grandi soddisfazioni.

Alla ripresa dell’attività concertistica avete in programma tour promozionali e, se si, anche all’estero?

God003 Il covid purtroppo ha ostacolto non poco i nostri piani di promozione del disco, come d'altronde a tutte le band underground (e non). L'idea iniziale era quella di promuovere il disco con un release party in Friuli, per poi cercare di organizzare più date possibili in Italia e negli stati a noi limitrofi (Austria e Slovenia). Abbiamo dovuto cambiare tutti i nostri piani concentrandoci sullo sfruttare il più possibile i mezzi che ci concede internet, ma siamo comunque molto contenti del buon responso che al momento sta riscontrando il disco! Appena sarà possibile esibirci nuovamente dal vivo ci concentreremo maggiromente su quel frangente, sia per rodare la nuova formazione con il nuovo chitarrista Michele (che ha sostituito da poco Francesco), sia perché non vediamo l'ora di ricondividere il palco con molti altri gruppi e vedere il responso del pubblico alle nuove canzoni!

Cosa pensate dell’attuale scena metal italiana e dell’underground in particolare?

Riteniamo la scena underground italiana abbastanza florida e con molte ottime band. Rimanendo in ambito di metal estremo non possiamo non citarvi: Selvans, Fides Inversa, Deadly Carnage, Enisum, Vinterblot, Dewfall, Anamnesi, e i nostri amici e corregionali Chronic Hate, Absentia Lunae, Duirvir ed Aganis.

Cosa volete dire ai vostri fans ed ai lettori di Forge Of Steel relativamente al prossimo futuro?

Ringraziamo chiunque abbia dedicato un po' del proprio tempo per leggere questa intervista, sperando che vi abbia incuriositi ad ascoltare il nostro disco! Inoltre ringraziamo di cuore Filippo e Forge Of Steel per questa opportunità, sperando di poterci vedere al più presto a qualche concerto e magari davanti ad una bella birra! Mandi dal Friûl!